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Appena rientrato da ArtVerona 2025, condivido qualche riflessione su questa ventesima edizione della fiera dโ€™arte, svoltasi dal 10 al 12 ottobre presso Veronafiere.

Due grandi padiglioni, circa 143 espositori tra gallerie, spazi editoriali e realtร  non profit, e unโ€™organizzazione impeccabile.

Tra le sezioni, mi hanno colpito โ€œStepsโ€, dedicata alle gallerie emergenti, e โ€œPittura ORAโ€, incentrata sulla pittura e sul disegno contemporaneo.

Eppure, qualcosa manca.

Le opere, nel complesso, non hanno restituito quella spinta innovativa che ci si aspetterebbe da una fiera di questo calibro. Le โ€œbigโ€ dellโ€™anno scorso assenti, e molti galleristi delusi da un mercato piรน fermo del previsto.

Gli artisti validi non mancano, ma tanti nomi e linguaggi risultano giร  visti in edizioni precedenti.

Il risultato? Meno ricerca, meno audacia, meno energia complessiva.

Interessante la sezione dedicata allโ€™editoria, certo, ma il cuore di una fiera dovrebbe restare lโ€™opera e il suo mercato.

Unโ€™icona che resiste, sรฌ, ma forse con qualche crepa.